Se durante la stagione calda abbiamo preferito pasti leggeri, freschi, principalmente dall’alto contenuto di acqua e vitamine, in autunno il nostro organismo reclama una dieta diversa.

L’impatto con il ritorno alla quotidianità

Tra il rimpianto dell’estate appena trascorsa, la fine delle ferie e l’inizio dell’attività lavorativa il nostro umore tende a calare, coadiuvato dalle giornate che si accorciano e dai presagi dell’inverno che incalza.

Quando i primi freddi della stagione mite, soprattutto alla sera, cominciano ad intorpidire i muscoli e avvertiamo il bisogno di coprirci con indumenti dalla trama più pesante, non è altro che il messaggio biologico chiaro, le nostre abitudini devono adeguarsi al cambiamento; sarà bene assecondarlo e in questo la dieta risulta una volta di più fondamentale.

Insieme al ritorno ad uno stile di vita regolare e fin troppo scandito, anche i pasti dovranno essere adeguati ad un fisico che deve prepararsi alle insidie della stagione fredda.

I primi sintomi riportano ad una depressione fisiologica, ci sentiamo sconfitti dal pensiero che per vivere dobbiamo necessariamente lavorare e le forze per riprendere i ritmi normali sembrano latitare: spesso questo deriva da un tour de force che ci imponiamo durante le ferie.

Ci ostiniamo a chiamare vacanze quei periodi di sovraccarico fisico dettati dall’euforia del momento, dalla voglia di vivere il più intensamente possibile il breve periodo festivo. Ma a volte tutto questo si ritorce contro di noi, di fatto rientriamo dalle ferie più stanchi di quando le avevamo iniziate e con l’unica consolazione di rivivere i momenti della bella stagione sfogliando un album di fotografie.

La natura ci viene incontro proponendoci prodotti di stagione quasi tutti indicati in una dieta di preparazione all’inverno, i cui componenti fondamentali sono costituiti da vitamine, proteine, carboidrati, sali minerali, quasi tutti contenuti nei prodotti presenti in un orto autunnale.

Infatti, oltre alla pasta, farinacei, sfornati, carne, formaggi e pesce, da consumarsi in maniera bilanciata anche se in porzioni un po’ più generose rispetto a quelle estive, la reale differenza è determinata esclusivamente dai prodotti stagionali.

L’invito a tavola di un autunno “leale”

Anche se il mercato moderno ci ha abituati a trovare sempre e di tutto all’interno delle grandi superfici, una regola d’oro applicabile a maggior ragione sui prodotti della terra, è preferire cibi di stagione.

Tranne rare eccezioni nella scelta di frutta e verdure, andrebbero preferite quelle tipiche del periodo, fresche e nostrane, prodotte cioè il più vicino possibile al luogo dell’acquisto.

I vegetali conservano le proprie qualità per poco tempo, alcuni andrebbero consumati entro 2/3 giorni dalla raccolta mentre per altri i tempi possono allungarsi fino ad una settimana, dopo di che l’apporto nutritivo diviene sempre minore, fino alla marcitura.

Prodotti di Stagione

Spesso nei supermercati troviamo frutta e verdura mantenute nei frigo anche per mesi, magari provenienti da mercati esteri; meglio lasciar perdere e in autunno affidarsi a:

  • Agrumi, cahi e Kiwi (questo da novembre) sono le principali fonti di vitamina C. È risaputo che i processi riparativi tessutali necessitano dell’apporto di acido ascorbico, che contribuisce a mantenere integri gli epiteli interni ed esterni. Questo aumenta le difese immunitarie in quanto un tessuto biologico integro è come un muro senza falle da dove potrebbero permeare agenti patogeni. Anche in seguito o durante i malesseri stagionali (sindromi parainfluenzali) la vitamina C costituisce una vera e propria terapia.
  • Verza, cavolfiore e spinaci apportano calcio, ferro, acido folico, omega3 e vitamina C. Sono poco calorici, contengono antiossidanti e antinfiammatori, combattono le disfunzioni intestinali e sono particolarmente validi nei periodi di moto limitato come le stagioni fredde.
  • La zucca è ricca di flavonoidi, carotenoidi e vitamine; previene le infezioni urinarie e della pelle, oltre a costituire un blando diuretico.
  • Castagne, il vero simbolo dell’autunno. Queste oltre a contenere vitamine del gruppo A, B, C e D, sono ricche di amminoacidi essenziali (i componenti delle proteine) e sali minerali; costituiscono un pasto pressoché completo, sono gustose e dalla loro farina si preparano dolci e sfornati altrettanto invitanti.
  • Funghi: approfittare dell’abbondanza autunnale non è una cattiva idea. Essendo privi di calorie se ne possono mangiare praticamente a volontà, l’apporto di sali minerali anche se minimo va elencato tra i vantaggi.
  • Mele, i relativi benefici erano noti già agli antichi; contengono vitamine e antiossidanti in quantità notevoli.
  • L’Uva, ricca di sali minerali, presenta alti contenuti di antocianosidi, sostanze attive nella permeabilità capillare: questa risulta realmente utile a chi soffre di varici o emorroidi, mentre è sconsigliata nei soggetti diabetici a causa del contenuto in glucosio; ben rappresentato il tannino che è un disinfettante.
  • Broccoli e legumi da soli potrebbero fornirci il fabbisogno giornaliero di proteine e minerali. Nelle stagioni fredde vanno consumati con una certa regolarità e fanno parte delle ricette più tipiche della cucina italiana.
  • Il Cioccolato nero, amaro fondente (non al latte o bianco), contiene molecole antiossidanti e benefiche per la circolazione ed è un antidepressivo naturale grazie al suo contenuto in tiramina, un precursore della serotonina. I grassi contenuti nella cioccolata sono di buona qualità e questo ne consente di consumarne fino a 20 g al giorno.