Apicoltura: come iniziare

Per iniziare nel settore dell’apicoltura, il punto di partenza deve essere necessariamente una forte passione di base per tutto ciò che ruota attorno al mondo delle api e alla loro natura. Affinché diventi una professione, occorre iniziare da hobbisti.

La cosa è di cruciale importanza, perché solo facendo la necessaria esperienza, si inizia ad avere una conoscenza, prima preliminare o poi via via più approfondita su questo splendido insetto, imprescindibile nell’ecosistema.

Una cosa è certa: nel ramo dell’apicoltura non si finisce mai di imparare. Per questo motivo, frequentare dei corsi per apicoltore, può rivelarsi decisivo.

Come scegliere un corso per apicoltore? Limitarsi ai meri costi e farne una questione prettamente economica, sarebbe un errore da evitare. In tal senso, quindi, è scelta saggia contattare un’associazione di apicoltori presenti nella tua zona.

In genere, il primo consiglio che questi professionisti danno, ruota attorno alla preparazione della postazione.

Dove mettere le api? Preferibilmente, si indica sempre un luogo non molto ventoso, contraddistinto dalla presenza di varie fioriture nei paraggi.

Quali sono i costi da affrontare per frequentare un corso da apicoltore?

Dare una risposta secca risulta un po’ difficile, perché la concorrenza nel settore si è fatta molto agguerrita negli ultimi anni. Diventare apicoltori, per molti, è un modo per crearsi un reddito alternativo.

In linea di massima, tra teoria e pratica, vi sono costi dedicati ai novizi che presentano prezzi di partenza pari a 120 euro. Le lezioni vengono effettuate direttamente in apiario.

Cosa si impara in un corso di apicoltura?

Perché prendere a parte a un corso di apicoltura? Di motivi al riguardo ce ne sono tanti: in primo luogo, si apprendono i rudimenti sulle api. Interagire con gli apicoltori professionisti negli incontri effettuati in apiario, consente di applicare i contenuti appresi.

L’intento di un valido corso di apicoltura consiste nel consentire al diretto interessato di seguire in prima persona lo sviluppo di una colonia di api nel ciclo di crescita primaverile ed estivo.

Lo step successivo è incentrato attorno al corretto invernamento e a una ripresa ottimale. Il passaggio conclusivo, mira a fare in modo che i frequentanti del corso da apicoltori riescano a condurre la colonia alla tanto attesa produzione di miele.

Come si è avuto modo di precisare, un corso per apicoltori, per quanto valido, fornisce solo i concetti basilari, specie se la durata è intensiva. Per questo motivo, almeno in fase iniziale, è opportuno lasciarsi seguire da un apicoltore professionista con pluriennale esperienza di gavetta alle spalle.

Dove posso comprare le api?

Il mondo apistico necessita di impegno e di dedizione ai massimi livelli.

Ragion per cui, quando si tratta di acquistare la prima famiglia di api, documentarsi nei minimi particolari è un ottimo punto di a partenza. Rivolgersi ad apicoltori seri sul territorio si dimostra imprescindibile in riferimento al canale di acquisto delle api. Il metodo in oggetto consente di certificare lo stato di salute della famiglia. A tal proposito, uno dei sistemi maggiormente in uso è quello basato sull’acquisto di una cassetta per nuclei, caratterizzati dalla presenza di cinque telaini. Di solito, è proprio qui che si trova la famiglia di api: i primi tre telaini sono deputati a contenere la covata, mentre i restanti due fungono da riserva di miele.

La soluzione online: esiste, ma non è semplice

Poi, nell’era dell’e-commerce, occorre considerare anche i portali su internet: ce ne sono di molto affidabili in materia di vendita delle api. Che si tratti di vendita di pacchi di api, di famiglie di api o di api regine, il mondo del web dà tutte le risposte del caso per conseguire ottimi traguardi.

Quanto costa uno sciame di api?

Uno dei primi interrogativi che ci si pone quando si è novizi nel mondo dell’apicoltura è quanto costa comprare le api. Per un apicoltore alle prime armi, l’investimento iniziale non risulta proibitivo. Le api, se di eccelso livello qualitativo, possono costare attorno ai 100 euro.

Poi chiaramente vi sono anche i costi relativi al terreno, agli arnesi da lavoro, alle arnie e in totale si può oltrepassare la soglia dei 3.000 euro. In ogni caso, il calcolo in questione non è altro che una semplice stima, visto che i costi da fronteggiare devono tenere conto della quantità di miele che si riesce a produrre.

In linea di massima, l’allevamento di api costa all’anno attorno ai 7.000 euro per chi ha da poco iniziato a cimentarsi in questo business che di certo è molto sfidante.

Apicoltura biologica

Apicoltura Biologica
Apicoltura Biologica

La crescita di tutto ciò che viene catalogato sotto alla categoria “biologica” continua a crescere di anno in anno a ritmi vertiginosi, generando lauti profitti. Molti consumatori sono disposti a pagare quel quid in più, pur di portarsi a casa un prodotto biologico, garanzia di elevata qualità. In tal senso, l’apicoltura biologica non si dimostra di certo un’eccezione, anche perché i suoi prodotti, a partire dal miele, sono usciti dalla nicchia di riferimento, divenendo alla portata di tutti. Molte catene di supermercati, infatti, il miele biologico rientra fra gli articoli più graditi, nonostante un prezzo che in media supera di oltre 30 punti percentuali la sua versione tradizionale.

Dato il mercato fiorente, numerosi operatori di categoria puntano all’apicoltura biologica. D’altronde, qualsiasi attività di apicoltura non nasce “biologica”, ma lo diventa evolvendosi.

Il processo di conversione per aggiudicarsi la prestigiosa “fogliolina” verde dura in media un anno. In primo luogo, bisogna rivolgersi a un ente certificatore, il cui scopo primario deve essere quello di indirizzare il business verso l’apposito iter e nell’esecuzione dei controlli.

Viene sempre fornito un registro dove occorre annotare diversi aspetti, quali le tipologie di trattamento, le giacenze a magazzino e il tracciamento delle vendite. Il registro aziendale riporta dove sono ubicati gli apiari e, affinché siano considerati biologici, è obbligatoria la presenza di una flora spontanea con coltivazioni a basso impatto ambientale, dove non avvenga la pratica dell’agricoltura intensiva.

L’organismo certificatore si occupa del monitoraggio delle etichette riportate sulle confezioni dei prodotti biologici, di effettuare le analisi di miele e pappa, considerando il regolamento interno. Infine, incassa una parcella, connessa al numero di apiari o di alveari dell’attività di apicoltura biologica.

Sciroppo per apicoltura

Lo sciroppo per apicoltura si dimostra un alimento essenziale per assicurare la sopravvivenza delle api durante l’inverno e per consentirne il risveglio tempestivo in primavera. In genere, il nutrimento liquido per apicoltura viene venduto in confezioni da 10 Kg. I prezzi si aggirano sulla trentina di euro.

Attrezzatura per apicoltura

Un kit per apicoltura di tutto rispetto è costituito dall’attrezzatura per una gestione efficiente dell’alveare e l’equipaggiamento da lavoro.

Le tute per apicoltura

Tute per apicoltura
Tute per apicoltura

Gli indumenti protettivi, come le tute per apicoltura, vanno indossati per tutti i lavori effettuati sull’arnia, specialmente in primavera e in estate, quando questi insetti sono maggiormente operosi. I modelli più confortevoli di tute per apicoltura sono quelle ventilate: il tessuto speciale alla base della loro composizione, garantisce il passaggio dell’aria. In estate, perciò, si soffre meno il caldo. Poi vi sono i guanti anti-puntura, la visiera da apicoltore che protegge al meglio il volto e il collo.

Abbeveratoio per api

Abbeveratoio per api
Abbeveratoio per api

Se le api si abbeverano nello stesso serbatoio di acqua, aumentano i rischi di trasmissioni di malattie. Con il ricorso alle ciotole, aumenterebbero i rischi di annegamento per questi insetti. Ecco perché un abbeveratoio di acqua nell’apiario ci vuole: deve contenere biglie o sassolini, per dare alle api un appoggio. Senza la loro presenza, le api finirebbero per bagnarsi le ali e troverebbero difficoltà nel sollevarsi in volo.

Affumicatore per apicoltura

Affumicatore per apicoltura
Affumicatore per apicoltura. È un attrezzo utilizzato in apicoltura per tranquillizzare le api durante l’apertura dell’alveare.

Oltre all’abbeveratoio per apicoltura, l’impiego dell’affumicatore si rivela di fondamentale importanza quando occorre tranquillizzare le api in occasione delle fasi di visita delle famiglie. Un affumicatore per apicoltura è a forma cilindrica e presenta un soffietto che serve a immettere aria al suo interno e un beccuccio per farne uscire il fumo. In presenza di quest’ultimo, le api si spaventano e fanno più velocemente scorte alimentari.

Arnie

Arnie per api
Arnie per api

Le arnie sono le “case” delle api, ossia strutture create dall’uomo per allevare questi splendidi insetti. Ed è proprio qui che le api portano a termine tutti i vari compiti per garantire lo stato ottimale di salute della famiglia. Sono quattro gli elementi che compongono un’arnia:

  1. nido: una cassa in legno, dove vengono inseriti i telaini. Il nido è dotato di una parte scoperta, situata in alto, di un’apertura frontale, deputata a garantire il via vai delle api, e di una rete anti-varroa in basso;
  2. melario: un parallelepipedo di dimensioni analoghe a quelle del nido. Dispone al suo interno di telaini da melario, volti a favorire la raccolta del miele;
  3. coprifavo: una struttura realizzata in legno allo scopo di chiudere la parte in alto dell’arnia. Dispone di un foro centrale che resta tappato, ma viene aperto nel momento in cui occorre nutrire le api;
  4. tetto: serve ad assicurare il riparo dell’arnia dalla pioggia e dalle raffiche di vento. Non a caso, il materiale scelto in prevalenza per il tetto dell’arnia è l’acciaio zincato.

Quanto rende un’arnia? Quanti Kg di miele produce un’arnia in un anno?

Con un’arnia è possibile produrre dai 20 ai kg chili di miele. Tenendo conto del prezzo per ogni Kg di miele messo in vendita dall’attività di apicoltura, diventa relativamente semplice sapere quanto rende un’arnia, sia a livello di fatturato sia in quanto a profitti.

Dove si comprano le arnie?

Online, ci sono tante offerte e l’assortimento tra maturatori, fogli cerei, telaini e smelatori non mancano di certo. Poi, ci si può rivolgere direttamente a un apicoltore che segnalerà la migliore alternativa possibile.

Quali colori scegliere per le arnie e perché si colorano?

Arnie Colorate
Arnie Colorate

Colorare le arnie è molto importante per permettere alle api il riconoscimento della propria, oltre che per evitare che il legno finisca per deteriorarsi velocemente.

L’impiego di apposite vernici è limitato all’esterno, perché all’interno il legno deve traspirare e non si devono formare pericolosi accumuli di umidità. Per gli amanti delle soluzioni al naturale, l’olio di lino a crudo si dimostra un’ottima soluzione per la verniciatura. Un giudizio positivo lo ottengono anche gli impregnanti a base acquosa che danno un tocco di allegria. Da evitare invece il ricorso agli smalti.

Per quanto riguarda i colori da adottare, è bene sapere che le api li riconoscono, ma in maniera differente dagli esseri umani, visto che confondono il rosso con il nero.

I colori che distinguono sono quattro: l’ultravioletto, il blu, il verde il giallo. Sono questi i colori che vanno scelti per agevolarne l’orientamento.