Non tutte le persone che possiedono delle cocorite ne conoscono i comportamenti e le regole da seguire nel caso di cova; per fortuna, sul web si possono trovare i consigli di chi ha già affrontato tale esperienza, per scoprire quali sono le buone pratiche che aiuteranno i pappagallini a diventare genitori.

Come preparare un ambiente ideale per far partorire le cocorite

Prima di preparare il nido per la coppia di cocorite bisogna assicurarsi che entrambi abbiano più di 10 mesi di età. La loro alimentazione deve essere curata in ogni dettaglio, prima ancora di preoccuparsi della preparazione del nido adeguato. Una dieta a base di pastoncini di osso di seppia, verdura, frutta e uovo permetterà alla femmina di avere tutte le risorse per dare alla luce dei pulli sani; infatti, in seguito alla gravidanza, le femmine perdono molto calcio.

La coppia sarà stimolata alla riproduzione solo in presenza di un nido di legno vuoto e con una piccola cavità accogliente sul fondo. Dopo un periodo compreso tra i 5 e i 10 giorni, la cocorita si libererà delle feci all’esterno del nido e deporrà le uova, in tutto 5 o 6 e a giorni alterni; in seguito, passerà gran parte del tempo tra il nido e la parte esterna della casetta di legno, mentre il maschio sarà impegnato a fare una lunga toletta. I pappagallini sono molto ordinati e mantengono il nido in condizioni igieniche impeccabili.

La cova di solito inizia subito e dura circa 17 giorni fino alla schiusa, che procede a giorni alterni come nel caso della deposizione.

Uno dei problemi più frequenti riguarda l’umidità nel nido: è un fattore importante sia per lo sviluppo delle uova sia per l’idratazione dei pulli. Deve esserci la giusta umidità, infatti, se fosse eccessiva si potrebbe registrare una proliferazione di batteri all’interno del nido, e qualora fosse scarsa impedirebbe la respirazione dei pulcini nel guscio.

Nelle stagioni più secche si può decidere di vaporizzare il nido dall’esterno, senza tuttavia eccedere nella quantità. In alcuni casi si può optare per la vaporizzazione del petto della cocorita.

Come comportarsi dopo la deposizione delle uova

Una volta deposte, le uova tendono a cambiare la loro colorazione diventando sempre più chiare; c’è, inoltre, da considerare che non è certo che tutte le uova deposte siano state fecondate. Dopo la deposizione sarà necessario lasciare tranquilli la cocorita e i pulli; nonostante la tentazione di controllare la situazione sia molto forte, è importante non interferire nella loro intimità per almeno una decina di giorni. Il rischio, se non si rispetta la riservatezza della “mamma”, è che deponga uova vuote; tra l’altro, aprire di continuo il nido per guardare all’interno rischia di raffreddare le uova, provocando la morte degli embrioni.

Dopo la schiusa ci si potrà accertare che i pulli vengano nutriti in modo adeguato. Se la femmina non pulisce il nido si potrà provvedere al posto suo, ponendo le feci all’esterno della casetta, mentre la mamma è fuori. Per svolgere questa operazione è importante alloggiare i pulli in un contenitore imbottito, affinché non si raffreddino. È anche importante nche essere rapidi, perché la femmina non deve accorgersi dell’operazione; si sono registrati casi di cocorite che hanno abbandonato la prole a causa di tali invasioni.

Per quanto riguarda lo spostamento delle uova e dei pulli, c’è da dire che di solito le femmine non allevano i piccoli di altre cocorite e non covano uova che non abbiano deposto; tuttavia, non si tratta di una legge sempre valida. Può capitare che alcune cocorite depongano 3 uova e altre 9; la tentazione è quella di riequilibrare la situazione, spostando uova o pulli da un nido all’altro; in molti casi si procede a questa pratica perché una covata di 9 pulli può avere come conseguenza la morte per denutrizione di una parte dei piccoli, a causa della prevaricazione dei più grandi.

Se si decide di spostare le uova e i piccoli è bene essere rapidi, in modo che entrambe le mamme non si accorgano dello spostamento. Ci sono casi di cocorite che covano per molti giorni uova infeconde, in tal caso è una buona idea spostare il pullo di un’altra mamma nel suo nido, affinché non rimanga delusa.

Si deve provvedere, però, ad aggiungere anche un uovo rotto, per simulare la schiusa, e se la cocorita non si accorgerà della manovra nutrirà il pullo come fosse suo figlio.