L’acronimo EBITDA  nasce dall’unione tra utili e perdite ed è uno strumento prezioso per comprendere la salute finanziaria di un’impresa. Tale indice analizza in profondità la capacità di generare liquidità, rivelando al contempo l’abilità nel convertire i ricavi in denaro contante.

Come un investigatore, questo indicatore scava tra costi e ricavi per mettere in luce il reale profitto, depurato da ammortamenti e interessi. Attraverso la lente d’ingrandimento che fornisce, è possibile scrutare a fondo la situazione aziendale, scovando magagne o eccellenze nascoste.

Si delinea dunque come una chiave per aprire la cassaforte delle performance finanziarie di un’impresa. Imparare a padroneggiare questo indice, significa munirsi di un prezioso strumento per orientarsi nel complesso oceano della contabilità.

La cartina di tornasole della redditività operativa

L’EBITDA è la cartina di tornasole in grado di rivelare la reale capacità di un’azienda di produrre utili attraverso la sua gestione caratteristica, spogliata da elementi accessori.
Questo indicatore agisce come un bisturi affilato, che incide con precisione nel corpo aziendale per isolare il cuore pulsante del business, ovvero la redditività operativa. Ne scaturisce un giudizio limpido sull’abilità imprenditoriale di tradurre efficacemente fatturato in profitto.

L’EBITDA si configura dunque come un faro che orienta gli investitori, indicando loro se un’impresa è un porto sicuro in cui ancorare i propri capitali o se nasconde scogli insidiosi. È la carta nautica per navigare il mare magnum dei bilanci aziendali.

Con la sua lente di ingrandimento, permette di mettere a fuoco la capacità gestionale al netto di questioni finanziarie e fiscali. Rappresenta insomma una fotografia nitida della redditività operativa, il vero specchio della salute manageriale.

La formula dell’EBITDA

lavagna con significato delle lettere EBITDA

EBITDA è l’acronimo di: Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization, che tradotto in italiano significa: Margine Operativo Lordo (MOL)

Quindi EBITDA sta per:
Earnings = Utile,
Interest = Interessi,
Taxes = Tasse,
Depreciation = Ammortamenti
,
Amortization = Svalutazioni

Questa formula consente di calcolare in modo preciso la redditività aziendale derivante dalla gestione caratteristica.

Come abbiamo visto l’espressione matematica è composta da 4 elementi principali:

-Ricavi operativi: rappresentano il fatturato e la generazione di valore del business.

-Costi operativi: includono le spese necessarie per la gestione aziendale.


-Ammortamenti: quota annuale di deterioramento delle immobilizzazioni materiali e immateriali.

-Svalutazioni: riduzioni di valore delle attività iscritte in bilancio.

Sottraendo i costi operativi, gli ammortamenti e le svalutazioni dai ricavi operativi, si ottiene l’EBITDA, che mostra la redditività al netto delle componenti non monetarie.

Questo calcolo permette di isolare il risultato della gestione caratteristica da cui dipendono i flussi finanziari.
La formula dell’EBITDA è dunque lo strumento chiave per valutare la capacità di convertire la gestione aziendale in liquidità.

Vantaggi e svantaggi dell’EBITDA

L’EBITDA presenta diversi vantaggi nell’analisi della redditività aziendale:

-Fornisce una valutazione accurata della gestione operativa, isolandola da componenti finanziarie e fiscali.

-Permette di confrontare la redditività di aziende diverse, oscurando gli effetti di politiche contabili e fiscali differenti.

-È un buon indicatore della capacità di generare cassa a livello operativo.

-Consente di valutare l’efficienza gestionale nel convertire ricavi in profitti.

Dobbiamo dire però che questo indicatore presenta anche alcuni svantaggi e limiti per esempio:

-Non considera il costo del capitale investito e il relativo ritorno.

-Ignora il peso di ammortamenti e svalutazioni sulla gestione finanziaria.

-Può essere alterato tramite politiche di ammortamento o capitalizzazione costi.

-Andrebbe analizzato insieme ad altri indici per una valutazione completa.

-Non misura i flussi di cassa ma solo la redditività operativa.

Complessivamente possiamo affermare con relativa certezza che resta sempre uno strumento utile per analizzare la gestione aziendale, ma richiede di essere interpretato con attenzione, considerandone i punti di forza e debolezza nel giudicare la performance di un’impresa.

Vediamo ora un esempio pratico di come si calcola questo indice.

Esempio di calcolo

Per comprendere meglio il meccanismo di calcolo, analizziamo un esempio numerico.
Consideriamo i seguenti dati di bilancio ipotetici di un’azienda:
Ricavi operativi: € 1.000.000
Costi operativi: € 600.000
Ammortamenti: € 150.000
Svalutazioni: € 50.000

Applicando la formula precedentemente descritta, possiamo calcolarla nel seguente modo:

EBITDA = Ricavi operativi – Costi operativi – Ammortamenti – Svalutazioni
Quindi:
EBITDA = € 1.000.000 – € 600.000 – € 150.000 – € 50.000 = € 200.000
L’EBITDA dell’azienda ipotetica è pari a 200.000 €.

Questo significa che la gestione operativa ha generato 200.000 € di redditività al netto delle componenti non monetarie come ammortamenti e svalutazioni.

Tale risultato può essere interpretato positivamente in quanto l’azienda presenta una buona capacità di convertire i ricavi in profitti operativi.

Dopo quest’esempio siamo giunti alla fine di questo breve excursus sulle caratteristiche di questo indice finanziario, che nonostante presenti alcuni limiti da considerare, rappresenta uno strumento chiave per gli investitori e gli analisti finanziari, poiché rivela il potenziale di redditività di un business depurato da fattori accessori e confrontabile tra diverse realtà aziendali.

Padroneggiare il calcolo e l’interpretazione dell’EBITDA è dunque essenziale per orientarsi nella complessa analisi della performance finanziaria di un’organizzazione.