L’economia circolare è un nuovo modo d’intendere lo sfruttamento delle risorse naturali offerte dalla Terra.

La definizione non è casuale e vuole essere l’antitesi di economia lineare, quell’insieme di leggi e rapporti che da sempre contraddistingue le procedure adottate dall’uomo per trasformare le risorse terrestri.

Economia lineare ed economia circolare: differenza

L’estrazione dei minerali, la loro lavorazione, l’uso dei prodotti ottenuti e la conseguente generazione di rifiuti, sono i processi che caratterizzano l’economia lineare, cioè la raffigurazione di ciò che ha un inizio e una fine.

L’economia circolare viene rappresentata, invece, con una circonferenza, dove la fine coincide con l’inizio. Questo schema pone l’accento sul riutilizzo dei rifiuti, per fare in modo che vengano sfruttate meno materie prime di nuova estrazione e diminuisca la quantità di materiale di scarto. Dal punto di vista teorico si tratta di un concetto semplice che può essere messo in pratica con facilità. Per questa ragione l’economia circolare è alla base delle moderne concezioni sul riciclo e ha lo scopo di ridurre gli sprechi, diminuendo l’estrazione e la trasformazione delle materie prime e contribuendo al risparmio economico ed energetico, nonché alla salvaguardia dell’ambiente.

I rifiuti come risorsa

L’economia circolare ha bisogno di un adeguato programma di raccolta e gestione dei rifiuti.

I Paesi appartenenti all’Unione Europea hanno una precisa regolamentazione in merito, che impone la separazione dei materiali e il loro prelavaggio con il fine di facilitare il recupero e il riciclo di ognuno di essi. In questo modo è possibile ridurre notevolmente le spese di smaltimento, necessarie solamente per i materiali che ancora non possono essere recuperati e riutilizzati.

La sostenibilità parte dalla produzione

A monte, è invece necessario che le aziende si strutturino per utilizzare energie rinnovabili, frutto anch’esse di procedimenti che rispettano i dettami dell’economia circolare.

Inoltre, prima di avviare qualsiasi tipo di produzione, è fondamentale porsi l’obiettivo di eliminare tutto ciò che non può essere riciclato e di utilizzare materiali ecocompatibili ed ecosostenibili.

Italia al primo posto per l’economia circolare

L’Italia detiene il primato tra tutti i Paesi europei nel settore dell’economia circolare e ha il vantaggio di poter contare su tecnologie pulite e innovative.

In molte parti del mondo, però, è ancora predominante quel modo di intendere la produttività come la necessità di sostituire il vecchio con il nuovo, gettando via tutto ciò che non serve o non piace più, senza che vi sia alcuna possibilità di riutilizzarlo almeno in parte.

La vista aerea della Cina e dei Paesi limitrofi è offuscata in modo preoccupante da una densa nube di smog, simbolo di un’attività industriale incontrollata che nulla ha a che vedere con l’economia circolare. A tal proposito, esportare il Made in Italy in Cina può essere un’idea vincente sotto diversi punti di vista. Ciò, oltre a offrire un modello di economia circolare, diffonde in Oriente una serie di prodotti di grande qualità, frutto di un sistema di produzione innovativo e sostenibile.

Matteo Falletti
Direttore di agoranotizie.it, ha collaborato con numerose riviste dedicate alla tecnologia e al mondo del lavoro. Nel tempo libero è capo Scout e ama stare in campeggio.